Frankenstein: quale dei due stai leggendo?
Sono due, e non sono d’accordo sul fatto che Victor potesse scegliere diversamente.
7,8da 3074 valutazioni dei lettori · 211 pagine · 12 adattamenti
Mary Shelley scrisse «Frankenstein» a diciotto anni e lo pubblicò anonimo nel 1818. Tredici anni dopo, ormai vedova, ne diede alle stampe una versione rivista, ed è quella che si è stampata per il secolo e mezzo successivo. La maggior parte delle edizioni non dice quale hai tra le mani.

Due libri sotto un solo titolo
Non ritocchi di stile: cambia il senso
1818
anonimo, tre volumi, 500 copie
- Elizabeth è cugina di Victor
- Victor sceglie. La scienza è una sua decisione e una sua colpa
- Più aspro, più radicale, più vicino alla filosofia di suo padre
- Una prefazione scritta da Percy Shelley, tanto che alcuni lettori credettero che l’autore fosse lui
Oggi le edizioni critiche stampano di solito questa.
1831
col suo nome, un solo volume, una collana popolare
- Elizabeth è una trovatella, accolta in casa: sparisce l’ombra dell’incesto
- Victor si arrende al destino. La colpa si dissolve nel fatalismo
- Più mite, più religioso, più accessibile
- Una nuova introduzione in cui Mary racconta di Villa Diodati: le pagine più famose del libro
È quella stampata per decenni come «Frankenstein».
Quale scegliere. La prima volta, per piacere: 1831, perché contiene l’introduzione su quell’estate di temporali sul lago di Ginevra e si legge con più scorrevolezza. Se vuoi il libro che ha scritto davvero una diciottenne: 1818, perché la versione successiva è opera di una donna che aveva sepolto il marito e tre figli e dipendeva economicamente dal suocero. È stata scritta da tutt’altro luogo.
L’anno senza estate
Giugno 1816, Villa Diodati sul lago di Ginevra
Un anno prima era esploso in Indonesia il vulcano Tambora, e la cenere nell’atmosfera aveva portato via all’Europa l’estate. Sul lago piovve per settimane. Chiusi in una villa presa in affitto, Byron, Percy Shelley, la diciottenne Mary Godwin, la sorellastra Claire e il medico di Byron, John Polidori, si leggevano ad alta voce racconti di fantasmi tedeschi.
Byron lanciò una sfida: che ciascuno ne scrivesse uno. Da quella stessa sera nacque anche «Il vampiro» di Polidori, il primo vampiro aristocratico della letteratura, antenato di Dracula.
I due mostri più famosi della letteratura europea nacquero nella stessa settimana di pioggia, in un solo salotto.
Il mostro che non parla
Che cosa il cinema ha tolto a questo romanzo

Nel libro la creatura è eloquente. Impara a leggere ascoltando una famiglia attraverso una fessura nel muro, si fa strada nel «Paradiso perduto» e nelle «Vite parallele» di Plutarco, e poi rivolge a Victor un atto d’accusa che occupa diversi capitoli ed è la parte migliore del romanzo. Non ha un nome, ma ha argomenti.
Il cinema gli tolse la voce nel 1931 e gli lasciò un grugnito. Ecco perché «Frankenstein» è un libro che quasi tutti conoscono e quasi nessuno ha letto: tutti conoscono il mostro dello schermo, e quello del libro è un altro.
E poi questo: Frankenstein è il cognome dello scienziato, non della creatura. La creatura non riceve mai un nome: il romanzo la chiama «l’essere», «il demonio», «lo sciagurato».
Le domande che si fanno davvero
Quale versione leggere, 1818 o 1831?
La prima volta, 1831: ha l’introduzione su Villa Diodati e si legge con più scorrevolezza. Se vuoi l’originale, in cui Victor porta tutta la responsabilità di ciò che ha fatto, leggi 1818. Oggi le edizioni critiche stampano di solito il 1818.
Come capisco quale edizione ho?
Guarda il primo capitolo. Se Elizabeth è cugina di Victor, hai il 1818. Se è stata accolta da una casupola italiana, hai il 1831. Secondo indizio: il testo del 1831 si apre con l’introduzione di Mary sull’estate dei temporali.
Frankenstein è il mostro?
No. Victor Frankenstein è lo studente che ha dato vita alla creatura. La creatura nel libro non riceve alcun nome, ed è una delle accuse che rivolge al suo creatore.
Quanto è lungo, ed è difficile?
211 pagine, poche per un classico. La struttura è a scatole cinesi: le lettere del capitano Walton, dentro il racconto di Victor e, dentro quello, il racconto della creatura. Sembra complicato, si legge con naturalezza.
Si può leggere gratis?
L’originale inglese sì, in entrambe le versioni: il testo del 1818 e il testo del 1831 su Project Gutenberg. Le traduzioni sono un’altra faccenda: una traduzione ha un proprio diritto d’autore.
Leggilo
Entrambe le versioni sono libere. Un’edizione a stampa no, ed è lei a dirti quale testo stampa.
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